18-03-2010, 09:47

DDL 1865: GRAZIE! Un primo risultato e' stato raggiunto...

Grazie a tutti voi il famigerato ddl 1865 è stato fermato ma tramite il Gi.Arch. di cui AGAV figura tra i fondatori continuano le azioni di sostegno per il ritiro del ddl 1865.

Infatti la momentanea sospensione del disegno di legge e' un primo risultato utile ad aprire un dibattito sulla questione. L'ampiezza e la delicatezza dei temi da affrontare necessitano di un approccio ampio per poter affrontare la questione delle competenze a partire dalla formazione stessa delle figure professionali (universitaria e post-universitaria). Questione posta da diversi enti (tra cui l'Ordine di Milano) e condivisa dal GiArch.
Si auspica quindi che il ddl non venga rivisto, ma ritirato e che il legislatore e i soggetti coinvolti affrontino un tema cosi' complesso con la necessaria serieta' fin ora assente.

In allegato alcuni documenti significativi:


- la lettera della Presidenza del Consiglio dell'Ordine APPC di Milano

 http://ordinearchitetti.mi.it/index.php/page,Notizie.Dettaglio/id,1558/type,oa

- il comunicato del CNA e CNI

http://www.awn.it/AWN/Engine/RAServePG.php/P/131551AWN1000/M/31901AWN1006


- la circolare CNA sulle competenze professionali

http://www.architettiroma.it/fpdb/notizie/dicembre2009/11923-878-09.pdf

- la sentenza della corte di cassazione del settembre 2009

http://www.ingegneripesarourbino.it/upload_news/Sentenza19292_2009.pdf

 

 

----- di seguito l'appello che vi abbiamo inviato -----

L'AGAV insieme con il Gi.Arch. (Coordinamento Nazionale Giovani Architetti Itaiani) sostiene con forza la necessità di ritiro del disegno di legge n. 1865 riguardante le competenze di geometri e periti industriali: infatti se da un lato la necessità di un riordino nelle professioni può essere positivo dall'altro questo disegno di legge genera molta preoccupazione per i seguenti motivi: 

1_ si limita a specificare unicamente le competenze di due categorie professionali, lasciando irrisolte le questioni inerenti agli altri professionisti che operano nei processi edilizi (architetti, ingegneri civili, periti agrari, periti ed ingegneri elettrotecnici, impiantisti, conservatori, pianificatori, paesaggisti, etc.), e risulta quindi limitato
e parziale. E’ un disegno miope che guarda solo sino al braccio che lo sostiene. E come tutti i progetti limitati
rischia di produrre danni perche' non risolve i veri problemi.

2_ rafforza il ruolo e amplia le competenze di due categorie che talvolta non hanno le competenze necessarie in alcuni campi per la limitata formazione acquisita contribuendo a confondere e mescolare ancor di piu’ gli ambiti disciplinari.
Nello specifico, e' preoccupante che vengano riconosciute in modo forte e deter-minante le competenze nel settore della progettazione architettonica (sia in campo civile che industriale) urbanistica e strutturale a tecnici senza laurea magistrale. Vogliamo ricordare che il geometra nasce con il Regio Decreto 11 febbraio 1929, n. 274 che istituisce ''in sostituzione del perito agrimensore'' questa figura. La parola Geometra nasce da due parole greche "geo" e "metros", rispettivamente, terra e misura, e rivela la vocazione originale del geometra: quella cioè di agrimensore, ossia "misuratore della terra".
Tra i 15 punti che esplicano le competenze professionali
della figura nel sopra citato decreto, solo uno accenna a 'modeste costruzioni civili' e nessuno parla di opere
urbanistiche. Il disegno di legge opera inoltre attraverso un sottile progetto di fusione delle competenze tra le categorie dei periti e dei geometri al fine di traslare competenze delle une a favore delle altre. Un piccolo esempio: tra le competenze dei geometri  non c’erano edifici industriali, che invece rientravano in quelle dei periti (e solo edili).
Il decreto parlando delle due categorie in forma congiunta, trasferisce di fatto anche queste competenze ai geometri, e cosi' via per altre cose. Questo disegno di legge rafforza il ruolo di progettisti sia in campo architettonico che urbanistico di tecnici che difficilmente non hanno i saperi necessari ad operare nella
complessita' di un progetto di trasformazione del territorio. Perche' se e' vero che una piccola casa non
trasforma una citta' e' anche vero che 1000 piccole case costruiscono una provincia. E la situazione delle provincie italiane e' sotto l'occhio di tutti.
Risulta essere quindi un Disegno di legge che andra' a produrre risultati peggiorativi nella gia' drammatica
situazione dei paesaggi italiani.

3_ il decreto presenta molti errori interpretativi in specifiche questioni. Per non allun-gare troppo il presente
testo si sottolinea solo il fatto che oggi quando si parla di 'modeste costruzioni civili' si intendono quegli
interventi per cui non si necessita di permessi di costruire ma si puo’ operare solo tramite dia o senza la necessita’ di pratiche autorizzative.
Pertanto la definizione di 'modeste costruzioni civili' e’ da intendersi come volumi inferiori o pari ad un livello (e
non tre). Vorrei inoltre portare all'attenzione il fatto che il disegno di legge e' stato presentato da 5 senatori di cui
primo firmatario e’ un architetto di Palermo: la Senatrice Simona Vicari (del PdL).

Questa lettera e’ stata spedita a nome del GiArch, il Coordinamento Nazionale dei Giovani Architetti Italiani
all’organo di rappresentanza istituzionale e politica degli architetti, il CNA o Consiglio Nazionale degli
Architetti per chiedere come i delegati rappresentanti eletti stiano operando su questa questione e per porre le
seguenti richieste:

1_ si chiede di intervenire al fine di fermare l'iter del disegno di legge in oggetto

2_ si chiede di organizzare un incontro congiunto con gli altri organi di rappresen-tanza delle categorie
professionali e dei costruttori per definire un nuovo disegno di legge che ponga riordino complessivo al comparto (magari in forma di convegno)

3_ si chiede di prendere una forte posizione pubblica per preservare la figura ed il ruolo dell'architetto

4_ si chiede che su fatti cosi' vitali per la categoria il CNA segnali queste questioni di primaria importanza e
comunichi ai suoi iscritti il risultato del suo operare

5_ si chiede al CNA di convocare in udienza la Senatrice Simona Vicari di Palermo (e se lo ha gia' fatto che ci
spieghi perche' sostiene tale progetto)

Non si tratta di alzare barricate o avviare battaglie tra settori, ma e' inevitabile che un tecnico di 18 anni, con
tre soli anni di scuole superiori in cui affronta temi legati alle costruzioni, non abbia le competenze e la
preparazione soprattutto 'culturale' per operare trasformazioni territoriali che lasciano profondi segni sul
territorio. E’ necessario un riordino delle competenze nel settore e il ritiro di questo disegno di legge e’ il primo
passo in questa direzione.

 

Firma anche tu la petizione:

http://www.petizionionline.it/petizione/per-la-salvaguardia-dellarchitettura-contro-il-ddl-1865/725

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